Decarbonizzazione motore: perché farla e a cosa serve. Guida completa

Decarbonizzazione motore

Per decarbonizzazione del motore si intende la rimozione dei depositi carboniosi dal motore stesso. È un processo di pulizia che aiuta a prevenire danni molto seri a molteplici componenti dell’automobile, come il filtro antiparticolato e la valvola EGR.

In questa guida completa ti spieghiamo a cosa serve la regolare decarbonizzazione motore, ogni quanto vada fatta, quali sono i vantaggi del farla e quali i rischi del non farla.

Sommario:

A cosa serve la decarbonizzazione del motore?

La decarbonizzazione del motore serve a ripulire l’interno del motore e i circuiti connessi che si sono sporcati col tempo a causa della combustione. La sedimentazione carboniosa sulle superfici può compromettere, a lungo andare, il buon funzionamento di svariate componenti meccaniche, dalla valvole e dagli iniettori ai filtri di vario tipo.

Il motore carbonizzato soffre peggiori prestazioni, maggiori consumi ed emissioni, ed è inoltre vulnerabile a guasti improvvisi.

La decarbonizzazione motore quindi, oltre a restaurare le dovute prestazioni al motore, ha risvolti positivi sulla sua autonomia carburante e le sue emissioni di carbonio e particolato; ma è anche un accorgimento preventivo per evitare danni più estesi alle componenti dell’auto e costi di riparazione esorbitanti.

Ogni quanto va effettuata la decarbonizzazione?

Si consiglia di fare la decarbonizzazione del proprio motore una volta all’anno o ogni 20.000 km percorsi. Questa è una giusta linea di massima per prevenire danni, in quanto da un lato rimuove i residui carboniosi accumulati e dall’altro evita la creazione di residui consolidati, più difficili da rimuovere e più propensi a creare danni.

Quanto costa una decarbonizzazione del motore? In media, dai 100 fino ai 150 euro. La grandezza della cilindrata influirà sulla fattura, nel senso che la pulizia di cilindrate maggiori solitamente costa di più.

La decarbonizzazione motore è adatta sia a motori a gasolio che a benzina, metano e GPL. C’è da dire che l’intervallo fra una decarbonizzazione e l’altra è influenzato anche dalla regolarità o meno dello stile di guida del conducente, la sua attitudine o meno a svolgere manutenzioni regolari e comprensive e, anche, dalla qualità di carburante che sceglie.

Cos’è il carbonio e perché si forma in un motore?

Il carbonio è un derivato della combustione del carburante nella camera di combustione. I suoi accumuli sotto forma di residui di combustione si sedimentano sulle superfici del motore come parti incombuste. In quanto composti principalmente di carbonio e idrogeno, sono da considerarsi idrocarburi.

Possono poi trasmettersi e recare danni anche alle componenti quali la valvola EGR, il filtro antiparticolato (Fap) e il turbocompressore.

Il motivo della loro formazione nel motore è da cercarsi nell’olio motore che viene immesso per lubrificare: sottoposto a molti cicli di immissione e quindi a rapidi riscaldamenti e raffreddamenti, l’olio, man mano che si degrada, emette vapori oleosi. Questi, assieme all’olio esausto, talvolta permangono nel motore invece di essere scaricati e cominciano a formare sedimenti.

Quali sono i problemi più comuni causati dai depositi carboniosi nel motore?

I depositi carboniosi causano facilmente una serie di problemi al funzionamento del veicolo che possono solo aggravarsi se non si provvede per lungo tempo a un’accurata decarbonizzazione.

I problemi più comuni sono:

  • Folle instabile e stalli: il motore fatica a rimanere in folle stabilmente senza tremolii o addirittura va in stallo a basse velocità. In tal caso, è probabile che il corpo farfallato e/o la valvola di controllo dell’aria si siano sporcati.
  • Mancata accensione: Se il motore non parte all’accensione, lo sporco ha probabilmente raggiunto le candele o l’iniettore.
  • Calo di potenza e prestazione: il motore produce meno potenza e fatica ad accelerare. Sono da vedere la valvole di aspirazione e gli iniettori.
  • Maggiori emissioni: il processo di combustione meno efficiente rilascia più sostanze inquinanti. Oltre a danneggiare l’ambiente, il veicolo corre il rischio di non superare i test delle emissioni.

Metodi di decarbonizzazione motore

La decarbonizzazione motore avviene soprattutto negli apparati esterni della camera di combustione, dove l’accumulo di residui carboniosi è più significativo. La procedura di decarbonizzazione la svolge il personale qualificato di un’officina a seconda del loro giudizio su cosa sia richiesto nel tuo caso particolare.

Una prima soluzione è applicare degli additivi al carburante che il veicolo consuma per agire sulle incrostazioni carboniose in modo indiretto. Questa è una scelta di manutenzione meno aggressiva che può avere valore preventivo laddove lo sporco non appaia eccessivo.

Il meccanico potrebbe anche procedere con la smontatura del motore per ripulire le componenti in modo diretto facendo uso di utensili e solventi specializzati.

La soluzione più tecnologica è certamente la decarbonizzazione con idrogeno. Servendosi di un macchinario apposito, il meccanico inietta una miscela di idrogeno e ossigeno nel collettore di aspirazione: la combustione della miscela produrrà vapore acqueo che agirà da detergente sulle superfici carbonizzate.

Decarbonizzazione motore pro e contro

I pro della decarbonizzazione sono scontati, ora che abbiamo rimarcato i rischi di un motore sporco. Il motore decarbonizzato recupera efficienza e quindi resa. Il suo consumo di carburante rientra nei parametri ordinari per tipo di motore e utilizzo. Inoltre, si restaura una longevità normale al motore, non correndo particolari rischi di danno alle sue componenti.

D’altro canto, come contro della decarbonizzazione motore, va rimarcata la periodicità di questo impegno di pulizia ma anche il suo costo non indifferente. Benché la sola diagnosi possa essere svolta per 50 euro, il costo di una pulizia con analisi di gas di scarico può costare 150 euro, mentre pacchetti di manutenzione completa con trattamenti preventivi possono arrivare ai 300 euro. 

Decarbonizzazione motore rischi

Il rischio principale nella decarbonizzazione motore è l’errata applicazione delle procedure di pulizia. Per questo, si consiglia assolutamente che a procedere con l’iniezione dell’idrogeno nel collettore di aspirazione, con l’aggiunta di additivi nel carburante o con la pulizia manuale sia un personale qualificato.

Danni alle componenti del motore possono risultare sia dalle cattive pratiche di chi pulisce che dall’utilizzo di prodotti di scarsa qualità.

È importante riconoscere, infine, che talvolta la decarbonizzazione riesce a fare ben poco per un motore usurato le cui componenti richiedono sostituzione e non la semplice riparazione. Arrivati al bisogno di sostituire il nostro motore, vale la pena tenere a mente che il mercato delle parti di ricambio usate è spesso l’opzione di gran lunga migliore.

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  • Il riutilizzo delle parti di ricambio è l’unica vera scelta ambientalista in un’industria automobilistica altrimenti molto inquinante.

Conclusione

La decarbonizzazione motore serve a rimuovere i depositi carboniosi sulle componenti che riducono l’efficienza del motore e possono causare gravi danni a lungo andare. Questa pulizia del motore si raccomanda per ogni 20.000 km percorsi e serve ad evitare problemi quali folli instabili e mancate accensioni. Nel decarbonizzare il motore, l’esperto tecnico può procedere con pulizia manuale, additivi o con la pulizia con idrogeno. Si tratta quindi di una procedura comune, facile e che può diventare parte della manutenzione annuale di un automobilista accorto.

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